Un atto d'amore intraducibile che per sua natura rimane sospeso tra i filamenti di un pensiero che cerca suggestioni senza trovarle e si impiglia tra le maglie intricate della perplessità. Il ritmo del cortometraggio, appare straccione ed elegante, corrosivo e tenero, corposo e leggero dentro il tentativo di dire che "il mondo che non c'è" alimentato dalla fantasia, può avere solo la suggestione di una rappresentazione che per sua natura non intacca la carne né la trasforma. Diventa ostentazione di un possibile approdo, ne indica il percorso e poi lascia ognuno di noi soli con la nostra invocazione di un cambiamento che per avvenire abbisogna di dolore e fatica. I protagonisti sono dentro la suggestione illusoria di una decisione che attende l'avvenimento, qualsiasi avvenimento come liberatore. Invero, non sono gli avvenimenti che inducono le trasformazioni di un'anima ma le solitarie e piatte stagioni dove nulla accade mentre tutto è in perenne trasformazione. Fiori che profumano di primavera si addicono al cambiamento! Squassanti risate senza senso mentre la pioggia ti fradicia le vesti! Il sorriso di una donna, di un uomo che arrivano improvvisamente quando meno telo aspetti! Tradurre in modo lineare la complessità è scandaloso e indecente. adesso come adesso è la traduzione semplice e immediata del senza tempo. È l'eterno attimo di cui siamo tutti figli! Inconscia traduzione nel linguaggio corrente di una necessità, di una anankè che allude alla autentica condizione dell'uomo. Solo chi è differenziato, chi ha avuto la fortuna di emergere dall'indifferenziata palude del sapere comune, accede alla possibile integrazione del senso dentro il non senso, della vita che è unica cosa con la morte. Il corto ci ha provato e "adesso" è la indicazione di un inizio di cui non può essere tracciato il percorso né la direzione né la meta. La vita è un istante da riempire e svuotare senza agire, coacervo di illusioni e sentimenti che abitano luoghi a noi sconosciuti. adesso come adesso mi ha ricondotto all'inizio e mi ha lasciato solo con le mie incertezze sul divenire. Cosa c'è di meglio?
lunedì 8 ottobre 2012
lunedì 24 settembre 2012
Il vernissage e le proiezioni alla Design Library, Milano.
Come già anticipato in occasione della vittoria del premio Who Art You?, è giunta l'ora della personale di adesso come adesso alla Design Library di Milano. Il vernissage è previsto per il prossimo venerdi 28 settembre, a partire dalle ore 19.00, con proiezioni alle ore 19.30, 20.30 e 21.00. Un'altra proiezione serale è prevista per martedi 2 ottobre alle ore 20.30. La personale resterà aperta fino al 6 ottobre, dalle ore 11.00 alle ore 19.00.
giovedì 6 settembre 2012
Cartoline dalle colline di Concorto
Nello
splendido giardino inserito nella comunità Il Pellicano di Castiraga
Vidardo che interviene per aiutare persone affette da disagi psichici e
sociali, liberi, in regime di affidamento o agli arresti, è stato
girato adesso come adesso, cortometraggio diretto con piglio
surrealista dal regista Michele Casiraghi. Protagonisti assoluti gli ospiti del
centro: vestiti con abiti settecenteschi, inquadrati a distanza ravvicinata
come a voler penetrare la verità dei loro sguardi, i ragazzi del Pellicano non
avevano un copione da recitare, ma pensieri da esprimere riguardo al tema del
privilegio "il mio privilegio è quello di essere ancora in vita", dice uno degli interpreti, "e a dire il vero non sono sicuro che sia un privilegio,
ma cosi dicono". Il privilegio del pubblico invece è stato assistere alla
visione di questo piccolo film, lontano anni luce dai soliti documentari sul
tema, per nulla pietistico, anzi leggero e profondo come una poesia. (Silvia
Canevara, Il Cittadino, Lodi)
mercoledì 5 settembre 2012
Voci fuori sala al Genova Film Festival
I commenti fuori sala al concorso nazionale documentari del Genova Film Festival, grazie a http://scenamadre.blogspot.it
venerdì 3 agosto 2012
Prima selezione per Rocca Longobarda Film Festival!
adesso come adesso ha superato la prima fase, di selezione tecnica, per accedere alla seconda edizione del Rocca Longobarda Film Festival che si terrà a San Bartolomeo in Galdo il 21 e 22 agosto (Bn), rassegna che vede davanti a sé la partecipazione di tutti, da ogni dove, e per questo si propone di fare da ponte fra le diverse culture del mondo, la cui lingua comune diviene quella del cinema. Saremmo felici di esserci anche noi! La scelta ufficiale verso la finale (buona fortuna a tutti!) e ulteriori informazioni su: http://roccalongobarda.arcisbig.com.
mercoledì 25 luglio 2012
Selezionato al Concorto Film Festival di Pontenure (Pc)!
Un altro festival a cui
parteciperà adesso come adesso: è stato
selezionato per il Concorto Film Festival di Pontenure (Pc) rassegna giunta
all'undicesima edizione che si proprone fine di ricercare, valorizzare e
promuovere la forma espressiva ed artistica del cortometraggio, favorire lo
scambio ed il confronto di esperienze tra cineasti e dare visibilità agli
autori indipendenti. Tutte le informazioni su: www.concorto.com.
lunedì 16 luglio 2012
Premio Daunbailò al 15° Genova Film Festival!
Continua la fortunata stagione di adesso come adesso: il cortometraggio di Michele Casiraghi ha vinto il premio Daunbailò al quindicesimo Genova Film Festival! Ecco la puntualissima recensione di Sara Victoria Barberis (tratta da scena-madre.blogspot.it): “Un campo di grano verde acido.
Un fiore fucsia tondo che ondeggia elastico. Dove siamo? Cosa sto vedendo? In
quale sogno sono capitata? Nel sogno di chi? Non mi ricordo chi diceva che
guardare i film era passeggiare nei sogni di qualcuno. Il documentario di
Michele Casiraghi, di cui sono già innamorata e dopo vi dirò perchè, è
un'elegante passeggiata tra il dentro e il fuori. Dentro la bolla onirica si
vedono eleganti dame settecentesche con barbe incolte, tatuaggi e ghigni
deformi, passeggiare con grazia simulata e bere tè dai colori metallici. Arriva
un maggiordomo con un vassoio di carte. Ognuno pesca una carta e legge una
frase scritta da un joker bambino che scrive in un'ala del castello. Le frasi
sono estratti da dialoghi di un mondo di privilegio fatto di viaggi, ristoranti
newyorchesi, pensieri oziosi, involontariamente snob. Fuori dal sogno cosa c'è?
Fuori c'è il vero dentro: le dame con parrucca e cipria in realtà sono
detenuti di un carcere per soggetti con patologie mentali o fisiche che rendono
inappropriata la loro permanenza in un carcere regolare. Telecamera fissa, sguardo
innamorato, vediamo i visi, quasi sempre deturpati e infantili di queste
persone che sembrano sempre sul ciglio di riscoprire la speranza, una speranza
mattutina, che la giornata però spesso tradisce, chiudendosi alla sera. A
ognuno di loro, questi Caini inconsapevoli, sono state girate delle carte
all'apparenza maligne: malati, criminali, scenari di povertà ignoranza
squallore. Quello che però colpisce di questo documentario allo stesso tempo
esperienziale ed estetizzante è proprio il racconto del regista: Casiraghi ha
vissuto una vita che quasi tutti considerano zuppa di privilegio: studi in
un'università newyorchese, viaggi con l'ONU in Cambogia e Africa, scuola di
mimo Lecoq, il massimo del radical-chic. Quando parla del film sembra non aver
mai attraversato un momento di asprezza o dubbio, il viso è fermo in
un'espressione di meraviglia divertita. Ma poi ti racconta che è proprio lui a
tornare dentro ogni settimana, è proprio lui a preferire il dentro
al fuori, ad avere bisogno di quella sincera umanità che pesca sempre le carte
sbagliate”.
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